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S.I.A.M.O. Esercito al Senato: il confronto con il Partito Democratico sui nodi della Legge di Bilancio

Inviato da ufficio.stampa il 12 Novembre 2025

La Legge di Bilancio entra nel vivo e, insieme ad essa, anche il confronto tra politica e rappresentanze del personale militare. Mercoledì 12 novembre, a Palazzo Cenci, il S.I.A.M.O. Esercito ha partecipato a un incontro promosso dal Partito Democratico, convocato dal senatore Alessandro Alfieri, capogruppo PD in Commissione Esteri e Difesa. Al tavolo anche l’onorevole Stefano Graziano, capogruppo in Commissione Difesa alla Camera, e il senatore Daniele Manca, capogruppo in Commissione Bilancio. L'appuntamento arriva all'indomani dei precedenti incontri con gli esponenti dei partiti di maggioranza di Fratelli d'Italia e Forza Italia, a testimonianza del coinvolgimento trasversale del mondo politico da parte del sindacato.

Quello odierno è stato un confronto diretto, arrivato in una fase decisiva della sessione parlamentare, in cui il sindacato rappresentato dal presidente nazionale Stefano Filippi e dal presidente amministrativo Vittorio Coppola ha portato sul tavolo le priorità del personale dell’Esercito: no all’innalzamento dell’età pensionabile, rinnovo contrattuale 2025–2027 con fondi adeguati, previdenza dedicata, defiscalizzazione del FESI, welfare e alloggi. Tutti temi che, nella visione del S.I.A.M.O., definiscono la misura concreta di quella “specificità militare” che troppo spesso resta un principio più evocato che applicato. “Tradurre la specificità in diritti, tutele e dignità non è una formula astratta: è la condizione minima per garantire equità e rispetto a chi serve ogni giorno il Paese,” ha sottolineato Filippi, ribadendo la ferma contrarietà a ogni ipotesi di aumento dei limiti di età pensionabile.

Il sindacato ha inoltre rilanciato la proposta di un tavolo tecnico interministeriale sulla previdenza dedicata e di un Piano Casa nazionale per i militari, per rispondere ai bisogni concreti delle famiglie e valorizzare il patrimonio demaniale esistente. Non è mancato il tema delle agibilità sindacali, ancora disomogenee tra comandi e territori, con la richiesta di regole chiare e uniformi che garantiscano piena rappresentanza e tutela. Sul fronte economico, il S.I.A.M.O. ha quindi chiesto di estendere la defiscalizzazione delle indennità accessorie e di rafforzare il FESI, allineando progressivamente il trattamento del personale militare a quello delle forze di polizia.

L’incontro, definito da entrambe le parti “franco e costruttivo”, ha permesso di approfondire una serie di questioni tecniche e di raccogliere impegni di attenzione da parte dei rappresentanti del Partito Democratico, che hanno riconosciuto la necessità di mantenere aperto un canale di dialogo con le sigle del comparto Difesa. Per il S.I.A.M.O. Esercito, la direzione è chiara: meno dichiarazioni di principio, più misure reali. Perché la specificità – come ricordano da tempo dal sindacato – si difende con i fatti, non con le parole.

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